Come diminuire l’esposizione agli interferenti endocrini nella coppia?

L’equilibrio ormonale è uno dei pilastri fondamentali per il benessere, la fertilità e la vitalità della coppia. Tuttavia, nella nostra quotidianità siamo costantemente esposti a sostanze invisibili che agiscono come veri e propri “hacker” del nostro sistema: gli interferenti endocrini.

Queste molecole chimiche, nascoste in oggetti di uso comune — dai contenitori per il cibo ai cosmetici, fino ai prodotti per la pulizia — hanno la capacità di imitare, bloccare o alterare l’azione dei nostri ormoni naturali, interferendo con delicati processi metabolici e riproduttivi.

La vera prevenzione parte proprio dagli ambienti in cui viviamo e dalle nostre abitudini quotidiane. Non è necessario stravolgere la propria vita in un solo giorno, l’obiettivo è la consapevolezza: imparare a riconoscere queste sostanze per ridurne progressivamente il carico tossico.

Ecco una guida pratica, divisa per aree di intervento, per iniziare da subito a proteggere la vostra salute e fare scelte più sicure.

🥣 In cucina

Cosa evitareAlternativa sicura
Contenitori in plastica (soprattutto se riscaldati)Barattoli in vetro, contenitori in acciaio inox o ceramica
Bottiglie d’acqua in plasticaBottiglia in vetro o acciaio riutilizzabile
Cottura in padelle antiaderenti rovinate (teflon, PTFE)Padelle in acciaio inox, ghisa o ceramica
Pellicola trasparente a contatto con alimenti caldiCarta forno, cera d’api, contenitori richiudibili
Cibo in scatola o lattine (spesso rivestite di BPA)Preferisci fresco o surgelato, o in vetro
Preferisci il Caffè biologicoPrediligi prodotti coltivati localmente o nazionali.

Parla con i produttori locali (es. mercati contadini): molti non sono certificati biologici, ma usano meno pesticidi.

Evita alimenti OGM, in particolare soia, mais, colza.

Acquista carne, uova e latticini allevati al pascolo.Prediligi prodotti coltivati localmente o nazionali. Attenzione ai prodotti importati da paesi che hanno normative diverse in campo di pesticidi

Lavare la frutta e la verdura per eliminare parte dei residui di pesticidi (molti pesticidi sono sistemici, assorbiti all’interno della pianta quindi non sono eliminabili). Quando possibile, sbucciare gli alimenti può ridurre l’esposizione. 

🧴 Cura del corpo e cosmetici

Cosa evitareAlternativa sicura
Prodotti con parabeni, ftalati, PEG, profumo/parfumCosmetici naturali, biologici, certificati (es. AIAB, Ecocert, ICEA)
Deodoranti con sali di alluminioDeodoranti naturali in crema o spray, senza alluminio
Creme e shampoo con troppe sostanze chimicheUsa olio di cocco, olio di mandorle dolci, shampoo solido bio
Profumi sinteticiOli essenziali puri o profumi naturali (con indicazione phthalate-free)

🧼 Pulizia della casa

Cosa evitareAlternativa sicura
Detergenti chimici con profumazioni artificialiAceto bianco, acido citrico, bicarbonato, detersivi ecologici senza profumo
Candeggina e sgrassatori tossiciSoluzioni con perossido di idrogeno (acqua ossigenata), sapone di Marsiglia
Profumatori per ambienti, candele profumateDiffusori con oli essenziali, candele in cera di soia senza profumazioni sintetiche

🧺 Biancheria e bucato

Cosa evitareAlternativa sicura
Ammorbidenti e detersivi profumatiDetersivi ecologici senza profumo, acido citrico come ammorbidente
Asciugatrici con fogli profumatiPalle di lana naturale per l’asciugatrice (ammorbidiscono senza profumo)

👕 Abbigliamento e tessuti

Cosa evitareAlternativa sicura
Abiti in poliestere trattati (antimacchia, ignifughi)Preferisci cotone biologico, lino, canapa, lana, specialmente per l’intimo
Nuovo abbigliamento non lavatoLavalo sempre prima dell’uso per ridurre residui chimici

🛒 Quando fai la spesa

Comportamento da evitareAlternativa
Toccare scontrini termici dopo igienizzanteChiedi di non stampare lo scontrino, oppure usa guanti o pinzette
Acquisti alimentari troppo confezionatiCompra sfuso o in vetro/cartone (es. yogurt, legumi, zuppe)
Plastica morbida a contatto con ciboPorta con te sacchetti riutilizzabili in cotone o rete

Metabolismo lento? Fegato  grasso? 

Metabolismo lento? Fegato  grasso? 

…e se non fosse solo questione dell’alcool?

Un recente studio finlandese ha messo in luce che un adulto su quattro ha il fegato grasso, il che significa che il grasso in eccesso si è accumulato nelle cellule del fegato. Tale accumulo è stato osservato anche nei bambini. Un fegato Grasso è un fegato che lavora a rilento, non solo nell’eliminare le scorie metaboliche ma anche nella trasformazione dei grassi.

Il fegato grasso è una malattia associata allo stile di vita, all’ambiente in cui viviamo e alla nostra genetica.

I fattori di rischio sono sovrappeso, dieta sbilanciata, consumo costante (anche poco ma costante!) di alcool e mancanza di esercizio fisico. 

Il fegato grasso è spesso parte di un disordine metabolico più ampio: é comune nelle persone che soffrono di sindrome metabolica (obesità addominale, ipertensione e livelli anormali di glucosio nel sangue e di trigliceridi).  Pensate che il 60-70% delle persone con diabete di tipo 2 ha anche il fegato grasso.

Attenzione però: anche le persone magre possono sviluppare il fegato grasso.

Perché il fegato grasso può fare paura?

Il fegato grasso può condurre ad uno stato infiammatorio che può favorire lesioni epatiche irreversibili o addirittura al cancro del fegato.

L’ambiente e gli inquinanti.

Alcune sostanze chimiche presenti nel nostro ambiente, note come interferenti metabolici, influenzano il metabolismo del glucosio e dei grassi, favorendo lo sviluppo di fegato grasso.

Alcuni esempi di interferenti metabolici includono plastificanti, pesticidi e sostanze rilasciate dall’industria nell’ambiente, come la diossina. 

Mangiare male.

Per quanto riguarda la dieta, mangiare troppo zucchero, cereali a basso contenuto di fibre e cibi ricchi di grassi saturi, come burro e latticini ad alto contenuto di grassi, accelera l’accumulo di grasso nelle cellule del fegato. In particolare vi è una forte correlazione fra il consumo eccessivo di fruttosio (sciroppo di mais, sciroppo di glucosio fruttosio, eccetera, tutti ingredienti tipici delle merendine confezionate, delle bevande energetiche, bevande dolci) e lo sviluppo di steatosi epatica.

Un’elevata assunzione di grassi saturi, alcol o antibiotici può, inoltre, sbilanciare il microbiota intestinale e quindi aprire la porta allo sviluppo della sindrome del fegato grasso e di molte altre malattie.

Il ruolo del microbiota.

Un’alimentazione sbilanciata, lo stress, l’utilizzo scorretto di antibiotici può portare a forti alterazioni del nostro microbiota intestinale (quella popolazione di batteri che da sempre vive con noi nel nostro intestino, in un rapporto simbiotico). 

L’intestino e il fegato sono in costante interazione tra loro attraverso, ad esempio, i composti prodotti dai batteri intestinali stessi. Se i batteri intestinali dannosi sono in grado di prendere il sopravvento, può aumentare la permeabilità intestinale e consentire ai prodotti batterici che promuovono l’infiammazione e il danno cellulare, di entrare nel fegato, infiammandolo.

https://www.uef.fi/en/article/microbial-therapy-for-fatty-liver